Sarzana sta diventando sempre più "la città di Niccolò V". Lo si è visto sabato mattina, nell'ampio salone della Cometa, alla Casa  della Missione, per la conclusione di un progetto di alternanza scuola - lavoro che ha due primati: è stato il primo, almeno tra  Liguria e Toscana, a impegnare gruppi di studenti liceali nell'esame di documenti storici e archivistici relativi al Quattrocento, ed  ancora di più è stato il primo, e sinora l'unico, a vedere coinvolta la Biblioteca Apostolica Vaticana, ovvero la prestigiosa istituzione  pontificia che proprio dal papa sarzanese venne fondata. Il "Progetto Niccolò V" è il frutto appunto di una collaborazione tra il liceo  sarzanese "Parentucelli - Arzelà" (il nome Parentucelli, come è noto, rimanda proprio a Niccolò V) e la Biblioteca Vaticana, con il  supporto del centro di cultura e formazione "Niccolò V".

Esso ha coinvolto nel corso del precedente anno scolastico una ventina di ragazzi e ragazze del liceo, che, in due gruppi, hanno potuto recarsi a Roma per visitare la Biblioteca ed approfondire così lo studio dei volumi del tempo del papa sarzanese, ancora precedenti all'invenzione del libro a stampa. Ieri, sabato 7 dicembre, c'è stata la sessione conclusiva del progetto. Le molte persone presenti hanno potuto ascoltare gli interventi degli studenti relativi ad otto diverse specifiche ricerche, che spaziavano dalla vita e l'opera del Parentucelli sino alla diffusione dell'arte umanistica nella corte pontificia di metà Quattrocento, ed ancora alla biblioteca latina del papa. Il tutto sotto la guida delle due coordinatrici incaricate dal centro "Niccolò V" a seguire il progetto, Laura de Luisa e Orsola Maria Borrini, le quali hanno intitolato non a caso la loro esposizione "Imparare a fare una ricerca". Tra gli interventi introduttivi, il presidente del "Niccolò V" Egidio Banti ha ricordato come, ormai da oltre vent'anni, Sarzana abbia progressivamente riscoperto la figura del proprio papa, certamente la personalità più importante alla quale la città abbia dato i natali, diventando in questo partner non solo della Biblioteca Vaticana ma anche dell'Università Cattolica di Milano e di altri istituti universitari, con i quali sono stati realizzati almeno due convegni di livello internazionale. Il fatto che l'argomento, attraverso il liceo, venga ora affidato a giovani che già hanno detto di voler proseguire questo genere di studi, rappresenta un elemento importante per la crescita ulteriore dell'immagine della città, tema sul quale si è soffermato anche Andrea Pizzuto, che ha portato i saluti del sindaco. Per il liceo ha parlato, a nome del preside Generoso Cardinale, la professoressa Vera Giambò, mentre il presidente del capitolo monsignor Piero Barbieri ha ricordato a sua volta l'interesse della diocesi a riscoprire, facendo perno su Sarzana, le radici cristiane del territorio. Le conclusioni dell'incontro sono state tratte da Antonio Manfredi, lo "scrittore" della Vaticana che è forse il maggior esperto vivente di Niccolò V. Manfredi ha annunciato per il 2020 l'uscita di un nuovo volume della Vaticana su papa Parentucelli, dedicato alla sua "biblioteca greca", arricchita negli anni della caduta di Costantinopoli nelle mani dei turchi (1453). Il libro sarà presentato proprio a Sarzana, dove comunque la collaborazione con Roma continuerà in una prospettiva sia scientifica sia di turismo culturale. Ecco infine i nomi degli alunni del "Parentucelli - Arzelà" che hanno esposto i loro lavori, in ordine di intervento: Letizia de Carlo, Gemma Grassi, Fabio Parducci, Chiara Beconcini, Francesco Maria De Nobili, Flavia Fattorelli, Carlotta Moretti, Rachele Pizzuto, Thomas Luciani, Allegra Opretti, Clara D'Amato, Matteo Palandri, Cecilia Schiasselloni, Simone Ardito, Orlando Bates, Mattia Bianchi, Chiara Marchini, Francesca Podestà.